Uccelli
Gli
animali che appartengono alla classe degli Uccelli (Aves) sono tipicamente
adattati alla vita aerea e possiedono una struttura uniforme. Il loro
corpo è rivestito di penne e piume, utilizzate per il volo e la
termoregolazione. Le penne servono come protezione; quelle situate
sulla coda e sugli arti anteriori servono anche per il volo. Le piume sono
più piccole e morbide e fungono da isolante nei confronti del freddo.
Penne e piume vengono tenute lubrificate per mezzo di una sostanza secreta
da una ghiandola, posta sotto la coda e periodicamente vengono sostituite.
Le ossa sono assai leggere; molte di esse contengono cavità piene
d' aria. Il capo, posto quasi ad angolo retto sul collo, è molto mobile.
Gli occhi sono sviluppati, la bocca termina con un becco corneo,
straordinariamente vario a seconda delle abitudini alimentari. Gli
uccelli non hanno denti.
Il gracchio corallino
(Pyrrhocorax pyrrhocorax) è diffuso
solo in alcune zone delle Alpi,
sull'Appennino centro-meridionale e nelle isole. Sulle Apuane è
localizzato solo su alcune
cime nella zona tra il Monte
Corchia e il
Monte Sumbra; è
largamente diffuso in Sicilia, Sardegna e sull'Appennino. Il becco è
lungo e ricurvo, rosso come le zampe; nidifica nei crepacci delle rocce o
nelle grotte. Il gracchio propriamente detto, invece, ha il becco giallo.

La pernice rossa
(Alectoris
rufa) si può confondere con la starna, ma se ne differenzia per le
zampe e il becco rossi, la gola bianca ornata da una fascia nera, il vertice
grigio con una striscia bianca sopra l'occhio. Si tratta di una specie
abbastanza frequente in Italia e in tutte le zone sud-occidentali
dell'Europa.

Il sordone (Prunella
collaris) è lungo circa 18 cm; frequenta i fianchi scoscesi delle
montagne, spingendosi fino al limite delle nevi eterne; depone il suo nido
fra gli anfratti delle rocce o in bassi cespugli.

L'aquila
reale (Aquila chrysaetos) è presente nella zona
compresa tra Equi, il Pizzo d’Uccello ed il monte Pisanino; è il re
degli uccelli, il suo volo è
inconfondibile: le ali sono ferme, solo di
tanto in tanto sono mosse da battiti solenni, le remiganti sono aperte e
rivolte verso l'alto; la coda, grande, ha forma quadrata. Si nutre di
roditori, volpi, serpenti, altri uccelli. Nidifica su alti alberi o su
rocce. Si accoppia in primavera e la cova è di circa 44 giorni. Le uova
sono generalmente bianche con sfumature marroni, il maschio e la femmina
si alternano alla cova e all'allevamento dei piccoli che abbandonano il
nido dopo 11 settimane.

Tichodroma
muraria
in volo e su una roccia

Il picchio muraiolo
è un passeriforme lungo circa 16 cm; vive sulle pareti scoscese delle
rocce,su cui si arrampica agilmente grazie alle robuste unghie; utilizza
il suo becco sottilissimo e ricurvo per catturare i piccoli insetti che
vivono tra le fessure. Si spinge nelle zone collinari soltanto nel corso
della cattiva stagione. Quando si posa sulle rocce, racchiude le sue
coloratissime ali e i vivaci colori scompaiono sotto le penne copritrici
grigie che lo mimetizzano. Si tratta di una specie non molto comune.
La
rondine montana (Hirundo
rupestris) è po' diversa dalla rondine
comune; è abbastanza frequente in
Toscana, in montagna o in zone
rocciose. Talvolta sfrutta anche zone urbane (es. le mura di Lucca o il
Comune di Pistoia dove sotto le logge è stato trovato un nido)
o , molto più di frequente, borghi montani. Non è nera ma marroncina,
con parti inferiori chiare, con la coda poco forcuta; in generale ha una
forma più raccolta e minuta. Il nido è costruito di fango e attaccato ad
una parete di roccia. E' diffusa dalla Spagna alla Turchia, Nord Africa,
con punto massimo di latitudine le Alpi. E' un migratore di corto raggio,
non migra cioè in Africa come la Rondine comune, ma scende a valle dai
monti, o abbandona le zone con clima più rigido. La Rondine comune
(Hirundo rustica) predilige le zone di campagna di tutta europa ( ma anche
città ). E' nera con forti riflessi blu dorsalmente, faccina rossa e
pettorina nera, petto bianco, coda molto forcuta. Il nido di fango e
frammenti vegetali è quasi sempre appoggiato a delle sporgenze (
es. travi di legno nei fienili.

Passeri che fanno
un "bagno di terra"
Ipasseri
rappresentano uno dei più straordinari casi di adattamento tra gli uccelli:
sfruttano i nostri edifici per nidificare, i nostri rifiuti e coltivi come
fonte di vettovagliamento, usano le città come zone calde e sicure
dai predatori in cui vivere. Uccelli granivori, molto probabilmente
hanno iniziato il loro rapporto con gli umani dopo l’invenzione
della cerealicoltura, imparando a sfruttare fonti alimentari per loro nuove.
Il voluminoso nido, che in natura sarebbe costruito in una cavità della
roccia o di un albero, adesso lo si può trovare tra le tegole, nei
comignoli, o in posti ancora più strani come i lampioni stradali. Ma la
cosa più straordinaria che colpisce di questi uccelli è la loro capacità
di apprendere nuovi comportamenti e di diffonderli all’interno del gruppo
o della popolazione: si sono visti passeri imparare a predare lucertole,
abbondanti vicino alle case, nutrirsi nei cestini dei rifiuti nei
parchi, aprire i pinoli del pino domestico, lasciandoli cadere su un tetto
per poi nutrirsene. Il comportamento più specializzato e straordinario di
cui si ha notizia è senz’altro quello osservato ad una stazione di
servizio in provincia di Bolzano: un gruppo di passeri ha imparato a
nutrirsi degli insetti spiaccicati nella griglia dei radiatori degli
automezzi in sosta alle pompe di benzina. Tutte le volte che arrivava un
nuovo cliente, i passeri si avvicinavano, prendevano gli insetti, e poi si
allontanavano per aspettare il nuovo cliente e il nuovo spuntino. (
Fraticelli 1989 )

L'allocco
è il più caratteristico rapace notturno dei boschi; il suo nido è posto
normalmente dentro il tronco di un albero; la scarsità di tronchi,
provocata dall'eliminazione
dei vecchi alberi da parte dell'uomo, ha
creato dei problemi a questo simpatico, coraggioso animale, che, per
difendere i propri piccoli, affronta anche l'uomo, colpendolo con i suoi
artigli. Entrambi i genitori nutrono la prole, portando al nido piccoli
roditori, larve, insetti, piccoli uccelli. Il barbagianni
frequenta l'ambiente umano e va a caccia nei granai, negli orti e anche
nelle case abitate. Tutti gli uccelli notturni che abitano i nostri boschi o
si avvicinano ai centri abitati sono ingiustamente perseguitati; civette,
allocchi, gufi , barbagianni tengono sotto controllo il numero di topi e di
ratti; si tratta dunque di specie la cui presenza nelle campagne andrebbe
incoraggiata.