Marche 2021
Conero-Convento e panorama - Elcito - Prati di S. Vicino - Poggio di S. Romualdo - Sentiero del granchio nero
In auto fino al parcheggio davanti all'ex Convento (ora albergo) per sentieri ombrosi con scarso dislivello senza problemi con scarpe adeguate. Non infrequenti ciclisti spericolati, ma attenti.
Passeggiata molto gradevole di circa 30 minuti
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Piccolo borgo su uno sperone roccioso a 824 m di altezza poco distante dal monte San Vicino. Anticamente un castello eretto a difesa dell'abbazia benedettina di Valfucina. Paese è frequentato soprattutto d'estate, dai proprietari di seconde case di San Severino Marche. C'è una fontana e, quando apre, un ristoro. Quasi completamente resataurato si popola in estate: al censimento Istat 2019 risiedevano a Elcito 7 abitanti.
Il nome Elcito deriva da elce, leccio che probabilmente popolava il suo ambiente in epoche remote
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Il Monte San Vicino con i suoi 1.480 metri sul livello del mare domina il territorio circostante. Lo riconoscono tutti, anche i miei bambini per quella sua caratteristica forma a piramide o meglio a panettone!
Il Monte San Vicino si trova nella Riserva del Monte San Vicino e Canfaito tra le vallate dei fiumi Esino, Musone e Potenza e fa parte della catena montuosa che va dai monti della Gola della Rossa ai monti di Gagliole.
I prati in fioritura ospitano distese di orchidee, asfodeli e, all'ombra degli alberi peonie.
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Poggio S. Romualdo (già Porcarella) è una frazione nel comune di Fabriano, nella provincia di Ancona, nella regione Marche. È situato sulla vetta dell'omonimo monte.
Per certo il castello, di cui oggi rimango alcuni ruderi, fu costruito nel 1251 dal Comune di Fabriano per difendere i confini orientali.
Come altri toponimi nel territorio: Porcaro (Viacce), Monte Porcaro (Marischio-Ceresola) ha origine dall'allevamento dei suini qui praticato fin dal Medioevo, forse già in epoca longobarda quando un'economia silvo-pastorale si sostituisce a quella agricola prevalente nella società romana e tardo-antica. Allevamenti di suini sono attestati qui fino alla metà del XX secolo.
Porcarella, pianoro di montagna con superficie di 5 km², era proprietà dei frati Camaldolesi di Valdicastro, ma nel 1814 se ne appropriò Napoleone e la assegnò al figliastro Eugenio di Beauharnais; nel 1870 venne acquistata dai marchesi Serafini; dal 1946 divenne proprietà di vari acquirenti.
Porcarella perse tale nome nel 1936, quando Mussolini la "ribattezzò" e la chiamò Poggio San Romualdo. 36 foto
Sentiero molto facile specie nella prima parte, il sentiero è parallelo al ruscello, si percorre bene fino alla confluenza on un altro piccolo corso d'acqua. Buio e umido ospita la tipica vegetazione ripariale di percorrere la campagna marchigiana in compagnia del rumore e della frescura del ruscello.
Meglio percorrere solo la prima parte (circa un chilometro) e poi tornare indietro quando comincia la salita. Anche perché la seconda parte non è particolarmente bella.
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