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Conchiglie per cominciare

 

forme  

Conchiglie per cominciare

 

Lucia Stelli e Maria Castelli

 

Le quattro competenze descritte da Paolo Guidoni (*)costituiscono un traguardo impegnativo per gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici; un traguardo da raggiungere attraverso iniziative di formazione istituzionali in ingresso e in servizio (da sempre tutt’altro che garantite) e la riflessione sul proprio lavoro in classe.

È importante considerarle tutte insieme, dal momento che la competenza disciplinare, neppure tanto integrata, né implementata negli anni, è ritenuta ancora da molti insegnanti la sola irrinunciabile. Il primo passo è dunque prendere consapevolezza di tutti questi aspetti-dimensioni, il secondo è misurarsi con essi e cercare di integrarli, il terzo incominciare a metterli in gioco.

 

Può essere utile un esempio di attività significativa della quale si tratteggiano alcuni momenti salienti, sufficienti da soli ad evidenziarne la portata didattica.

Una piccola premessa: fare spazio agli ‘oggetti naturali’ nell’educazione scientifica è importante per molte ragioni; qui si evidenzia soltanto il fatto che in essi le caratteristiche che li contraddistinguono vanno cercate, individuate e isolate dalle altre e intenzionalmente scelte per operare. Si tratta di un passo nella complessità, assente nel materiale strutturato comunemente utilizzato in matematica.                                            

A proposito dei blocchi logici, ad esempio, può essere utile questa riflessione di Alberto Manzi: “...si utilizzano per separare i “tondi” dai “quadrati”, i “piccoli” dai “grandi”, gli “spessi” dai “fini”, i “rossi” dai “gialli”, ecc. Ma queste caratteristiche non hanno lo stesso statuto cognitivo. Essere triangolare o quadrato è una caratteristica formale; essere piccolo o grande è addirittura un imbroglio linguistico. Infatti “piccolo”, che è essenzialmente un aggettivo che si riferisce ad una qualche proprietà spaziale (lunghezza, estensione, volume), viene usato come sostantivo, e analogamente per “grande”. Non vale! Questo può generare confusione. La cosa funziona solo perché le scatole dei blocchi logici hanno un assortimento di lunghezze volutamente selezionato. Le figure o sono grandi o sono piccole; ma in generale le cose non funzionano così. Le grandezze spaziali si confrontano, non si classificano. Anche sui colori si potrebbe discutere.

insieme di conchiglie  

Per le proprietà spaziali di un oggetto reale - lunghezza, estensione superficiale, volume - le cose sono molto più complicate. Infatti un qualsiasi oggetto reale, essendo comunque tridimensionale, non sarà mai dotato di una sola lunghezza o di una superficie e neanche di un volume….” (1)

 

Quali ‘oggetti reali’ potrebbero essere interessanti per incominciare? E come si può affrontare la complessità che presentano?

Per il mondo animale, le conchiglie marine si prestano molto bene a soddisfare il bisogno di guardarsi intorno e cercare di capire i cosa, i come e i perché. Producono meraviglia e coinvolgimento, viene voglia di maneggiarle e osservarle, confrontarle, immaginarle nel loro luogo naturale.

Si tratta di un materiale che può apparire lontano dal mondo dei viventi, ma proprio per la sua complessità, costituisce un buon punto di partenza per mettere in comune le proprie conoscenze del mondo, il proprio vocabolario ancora necessariamente povero. Tutti i problemi che si presentano sono fondamentali per guidare i bambini a organizzare quello che vedono, secondo criteri, e prendere consapevolezza di questo modo basilare di guardare il mondo.

un gruppo di conchiglie simili tra loro  

Fin dalla classe prima della scuola primaria, ma anche nell’infanzia, si può incominciare a esaminarne forma e superficie. La forma potrà essere triangolare, arrotondata, a cuore, allungata, schiacciata, tubolare a spirale... La superficie, liscia, a coste, ruvida, appena zigrinata…

Ciascuna proprietà richiede di cercare insieme “le parole adatte per capirci” ed è proprio dalla condivisione delle parole e dalla ricerca della loro univocità che si incomincia a dare senso al processo di osservazione avviato con l’esplorazione del mondo attraverso i cinque sensi.

 

Dopo l’osservazione, sarà naturale rispondere al bisogno di fare un po’ di ordine in questa grande varietà, affrontando la classificazione. Sicuramente qualcuno avrà già cominciato a mettere le mani nel mucchio di conchiglie alla ricerca delle diverse forme. L’insegnante può incoraggiare la voglia di separarle e raggrupparle chiedendo: “Quali conchiglie stanno bene insieme?”

L’unica condizione posta sarà quella di spiegare agli altri il criterio di scelta adottato. Alcuni spiegheranno estesamente i loro motivi, altri semplicemente metteranno un’ ‘etichetta’  per ogni gruppo di conchiglie: chiocciole, vongole, madreperle, tortiglioni, coppette…

un altro gruppo di conchiglie simili  

C’è già il tentativo di attribuire un “nome di classe” al gruppo. Ci si rende conto che quanto più il linguaggio viene usato in modo ‘preciso’, tanto più sarà possibile riconoscere le conchiglie in modo univoco. Sarà anche importante far disegnare a ciascun bambino ‘la forma’ che rappresenta ogni gruppo. Attraverso il disegno dal vero può essere sviluppata una consapevole capacità grafico-simbolica e promossa la capacità di osservare e di porsi domande, la cui portata cognitiva va ben al di là del curricolo di biologia.

È probabile che qualcuno proponga di separare le conchiglie in piccole, grandi e medie. Ci si accorgerà subito di quanto sia difficile ordinare per grandezza conchiglie di specie diverse.                                                                                                                                                   

È più grande un ‘cuore’ di piccole dimensioni o una grossa ‘chiocciola’?                                                     

È più grande un cannolicchio o una cozza?                                                                                          

I bambini si scontrano con un problema veramente complesso.

 

un altro raggruppamento  

Occorre riflettere e ragionare per convincersi che sarà più semplice ordinare per grandezza le conchiglie che appartengono al gruppo di quelle che hanno la stessa forma. Nel gruppetto ad esempio dei soli cardium, scatta immediatamente, quasi senza accorgersene, una facile ed accurata capacità di confronto.

Ecco allora che tutte le conchiglie di ciascun gruppo si allineano secondo la loro taglia, permettendo analisi più approfondite delle proprietà spaziali di ciascuna specie.

  

Un’altra questione interessante che può essere affrontata riguarda la provenienza e l’essenza delle conchiglie.

Ecco un breve stralcio di conversazione avviato dall’insegnante con la domanda:

“Secondo voi dove sono state trovate queste conchiglie?”

Marco: Sono conchiglie marine. Si raccolgono nel mare e sulla spiaggia

Federico: Queste conchiglie non sono più abitate

Marco: Quando è abitata, sta nell’acqua, sotto la sabbia; quando non è abitata si trova sulla sabbia, perché ce la portano le onde.

Insegnante: Che vuol dire abitata?

Marco: Come uno che sta in casa, in una casa; c’è un nervo che la tiene.

Insegnante: E chi le abita?

Barbara: Un animale piccolo. È come dentro l’animale della chiocciola.

Marcello: Una vongola piccola piccola; è viva perché non è fatta come il suo guscio.

Insegnante: Ma chi le fa queste conchiglie? Come si formano?

Guido: Si formano dentro il mare

Natascia: Sono fatte con l’acqua e la terra e la sabbia e il mare le fa nascere.

 

Si intravede l’idea di un ambiente, quello marino, che rende possibile e “produce” gli esseri viventi che lo abitano. È una preziosa chiave di lettura ambientalista della natura che suggerisce un contesto ricco di relazioni e indica una modalità di indagine per lo studio di altri esseri viventi. C’è tempo per dire come stanno realmente le cose, all’inizio è più importante alimentare la curiosità e la ricerca di risposte. Sapere cosa gli alunni pensano e sanno è davvero indispensabile affinché l’insegnante non parli a se stesso e possa concertare tutte le risorse in gioco in forme dinamiche di risonanza efficace.

 

 

(*) P.Guidoni, Insegnare scienze, Naturalmente scienza 2021 n.2, p. 68, ETS ed., Pisa

 

(1) M. Arcà, P. Mazzoli, N. Sucapane, Osservare i viventi - Guida per i primi anni di scuola primaria, ETS, Pisa 2021