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recensioni dal luglio 2024

recensioni dal luglio 2024

 

 


 

Paura e meraviglia • Gianni Toti o della poetronica  Il discorso Socratico di Senofonte • Alle origini della dottrina della scienza 

 

  

 

 

 Alfonzo Maurizio Iacono "Paura e meravigliaETS - Pisa

 Storie filosofiche del XVIII secolo 

Collana: philosophica (266) Pagine: 120 Formato: cm.14x22 Anno: 2024 ISBN: 9788846764577, 12,35 €

 

Descrizione

I saggi qui raccolti ruotano attorno al ruolo che assumono le nozioni di paura e di meraviglia nel contesto delle storie filosofiche del XVIII secolo. La Storia naturale della religione di Hume e la Storia dell’astronomia di Adam Smith costituiscono due fra gli scritti più rappresentativi di queste storie filosofiche che approntavano la critica delle credenze e delle testimonianze, proponevano congetture là dove i fatti non potevano soccorrere le interpretazioni e applicavano comparazioni là dove il presupposto dell’uguaglianza della natura umana si intersecava con le diversità fra popoli e uomini e confliggeva con le loro diseguaglianze. Da questo punto di vista coloro che, nel XVIII secolo, scrissero storie filosofiche, oscillarono tra spregiudicatezza intellettuale e pregiudizi storico-culturali. Così, per esempio, Hume scrive: “tutti gli uomini si osservano tra loro con sorpresa, e non è possibile ficcare loro in testa che il turbante dell’africano è un’acconciatura non migliore né peggiore del cappuccio dell’europeo”. Eppure la spregiudicatezza intellettuale e filosofica, che costituisce il fascino straordinario del suo pensiero, convive con una concezione svalutativa e pessimistica dell’altro, del ‘volgo ignorante’, del ‘selvaggio’ e del ‘primitivo’, descritti come dotati di una mente rozza, prede del fanatismo, della crudeltà e della superstizione. A sua volta, questa stessa concezione svalutativa e pessimistica convive con la critica della attendibilità delle testimonianze, che, come riconobbe Marc Bloch, costituì una svolta fondamentale sul piano della spiegazione storica nel rapporto fra credenze e fatti. Ma forse sono proprio strane convivenze di questo tipo a offrire oggi la possibilità di ripercorrere quell’epoca così decisiva del pensiero occidentale e, nonostante tutto, così presente, quale fu l’Illuminismo.

 

Alfonso Maurizio Iacono insegna Teoria e Storia dei sistemi filosofici all’Università di Pisa. Tra i suoi lavori più recenti: Autonomia, potere, minorità, Feltrinelli, Milano, 2000; (con S. Viti), Le domande sono ciliegie, Manifestolibri, Roma 2000; Il borghese e il selvaggio, ETS, Pisa 2003; (con S.Viti), Per mari aperti, Manifestolibri, Roma 2003; Storia, verità, finzione, Manifestolibri, Roma 2006; L’illusione e il sostituto, Bruno Mondadori, Milano 2010; L’evento e l’osservatore, ETS, Pisa 20132; History and Theory of Fetishism, Palgrave MacMillan, New York 2016; Storie di mondi intermedi, ETS, Pisa 2016; Il sogno di una copia, Guerrini Scientifica, Milano 2016; Studi su Marx, ETS, Pisa 2018; The Bourgeois and the Savage, Palgrave MacMillan, New York 2020; Socrate a cavallo di un bastone, Manifestolibri, Roma 2022; The Patient as a Person (A. Pingitore, A.M. Iacono Editors), Springer, Cham (CH) 2023.

 


 

Gianni Toti o della poetronica -ETS - Pisa


A cura di  Sandra Lischi, Silvia Moretti

Collana:  Obliqui (102) Collana: Obliqui (102) Pagine: 224 Formato: cm.19x24 Anno: 2024

ISBN: 9788846768162, 24,7€

 

Descrizione

Il libro ripercorre l’itinerario artistico di Gianni Toti, protagonista della videoarte internazionale, scrittore, giornalista, poeta, partigiano, cineasta, inventore di linguaggi e di interferenze feconde fra pagina e schermo, impegno sociale e avanguardia, lucidità visionaria e irriverente capovolgimento di senso e di sensi.
Prima monografia italiana su questo artista (Roma, 1924-2007), ristampata in occasione del centenario della sua nascita con alcuni aggiornamenti, il volume raccoglie, accanto a testi di vari autori sull’impegno letterario, politico, editoriale, di questo grande viaggiatore “coSmunista” delle arti, anche poesie e scritti dello stesso Toti, testimonianze, documenti inediti. I neologismi, i disegni, le sceneggiature illustrate, fotografie preziose con i compagni di viaggio, da Pasolini e Zavattini a Marguerite Duras a Di Vittorio a Berlinguer. Toti ha intrecciato il proprio percorso con Neruda e Cortázar, Che Guevara e Alain Robbe-Grillet e tante altre figure del Novecento, fino a scoprire e a usare con fresca e profonda inventività le tecnologie elettroniche e il digitale: la poetronica appunto, poesia elettronica, secondo un’espressione coniata da Toti stesso.
Il libro è anche la storia di una stagione culturale italiana nei suoi rapporti col contesto internazionale e illumina vari aspetti di una discussione complessa e fertile sui linguaggi e sull’impegno dell’intellettuale: la ricognizione di un’ intensa vicenda artistica e umana attraversa una varietà di scritture, movimentata e creativa anche dal punto di vista editoriale e grafico.

 

Con scritti di: Gianni Toti, Anna Barenghi, Michel Chion, Marco Maria Gazzano, Ando Gilardi, Sandra Lischi, Mario Lunetta, Marc Mercier, Silvia Moretti, Italo Moscati, Rossella Rega, Tarcisio Tarquini, Giuseppe Zagarrio.

 

Sandra Lischi (Università di Pisa) è studiosa e storica delle arti elettroniche e curatrice di mostre e rassegne. Ha collaborato per alcuni anni con Gianni Toti, di cui ha realizzato anche un video-ritratto.

 

Silvia Moretti ha conseguito il perfezionamento alla Scuola Normale Superiore, Pisa. È studiosa dei rapporti fra letteratura, televisione e video; ha dedicato vari testi a Gianni Toti ed è responsabile della Biblioteca Totiana di Alatri. 


 

 

Il discorso socratico di Senofonte ETS- Pisa

Un’interpretazione dell’Economico

 

Autore/i: Leo StraussA cura di: Giacomo BrioniCollana: Straussiana (9)Pagine: 172. Formato: cm.15,5x22,5

Anno: 2024, ISBN: 9788846768094, 19€

 

  • Descrizione

 Il discorso socratico di Senofonte è una fra le opere più enigmatiche, ma al contempo più importanti, dell’ultima produzione di Leo Strauss. Questo commento filosofico all’Economico, prima parte di un dittico straussiano dedicato agli scritti socratici di Senofonte che si compirà con il successivo Xenophon’s Socrates, rappresenta il punto di fuga di due linee di riflessione fondamentali per il filosofo tedesco. In primo luogo, qui si completa lo sforzo di ricomporre il senso filosofico della figura di Socrate, seguendo il solco tracciato in Socrate e Aristofane. Strauss sostiene che Senofonte ha utilizzato il tema del dialogo – l’insegnamento dell’arte economica – per rispondere obliquamente all’accusa di impoliticità mossa a Socrate dal poeta comico. Il Socrate che qui parla con Iscomaco, modello del perfetto economo e gentiluomo, è il filosofo che volge la propria attenzione ai fondamenti della polis, cioè la legge, l’ordine divino, la convenzione: è il fondatore della filosofia politica. In secondo luogo, quest’opera segna il compimento del confronto di Strauss con Senofonte, durato oltre trent’anni. La filosofia senofontea qui è ritratta come un polivoco “universo morale”, attraversato da figure che sono a un tempo politiche ed esistenziali: gentiluomo, tiranno, re, filosofo.


Leo Strauss (1899-1973) è stato uno dei maggiori filosofi politici del Novecento. Autore di opere su Platone e Senofonte, Maimonide e Machiavelli, Hobbes e Spinoza, nelle sue ricerche ha costruito un originale intreccio tra storia della filosofia e filosofia politica centrato sulla critica della modernità, alla luce di alcune questioni chiave per il pensiero filosofico: la riscoperta della scrittura reticente, il confronto con la filosofia greca classica e l’analisi del rapporto tra Atene e Gerusalemme.

 

 


 Maria Caterina Marinelli Alle origini della dottrina della Scienza - ETS- Pisa

Maimon, Reinhold e Schulze

 

Collana: philosophica (307, Pagine: 176, Formato: cm.14x22, Anno: 2024

ISBN: 9788846769435,  15,2€

 

 

  • Descrizione

 

Dopo oltre due secoli dalla sua pubblicazione, la Dottrina della Scienza (1794) di Fichte appare ancora un testo di difficile accesso, un ‘mistero’ tuttora irrisolto. Questo lavoro parte dalla convinzione che tale aspetto enigmatico derivi dalla distanza storica che ci allontana dalle questioni filosofiche dibattute in quegli anni, ben note ai lettori dell’epoca, ma estranee agli occhi di quelli contemporanei.

Il libro si propone di svelare il mistero della Dottrina riscoprendo il dialogo tra Fichte e i suoi principali interlocutori: Maimon, Reinhold e Schulze. Sul filo conduttore dei concetti di fatto e riflessione che articolano la discussione tra questi pensatori, si mostra come l’origine della Dottrina debba essere interpretata come un intento di elevare la filosofia al rango di scienza, assumendo il dubbio scettico anziché eliminarlo.


Maria Caterina Marinelli ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e la Ludwig-Maximilians-Universität Mu¨nchen. È autrice di diversi contributi accademici sulla filosofia classica tedesca e attualmente si occupa dell’edizione storico-critica delle opere complete di Salomon Maimon (Salomon Maimon: Gesamtausgabe, frommannholzboog Verlag).